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  • Alessandro Malinverni

Fino a TREMILA


Avevo voglia di concludere la stagione alpina con un po’ di fuoristrada, il feeling decennale con la Principessa unitamente ad un po’ di pigrizia forse legata all’inesorabile trascorrere del tempo mi vedono spesso metterlo da parte per qualcosa di più comodo. Con batteria e gomme nuove rimetto quindi in moto il kappino e sabato mattina mi sciroppo 200 km di autostrada fino a raggiungere l’alta valle di Susa.

Avevo una mezza parola con degli amici ma loro erano già in zona da venerdì e tendenzialmente so come vanno queste cose, presi dal giro e dalla guida si finisce per non trovarsi.

Non se l’amicizia prevale.

Faccio rifornimento in valle e mi dirigo a colpo sicuro (ormai le so tutte a memoria) sulla rotabile 79 ex militare di alta quota che inizia a Moncellier di Salbeltrand. La salita è facile e la motoretta regala derapate che è davvero una goduria. Mi fermo per la foto di rito al tornante con la tanto discussa scritta e raggiungo presto il colletto Pramand.



Da lì il passaggio forse più impegnativo del giro: saranno 200 metri scarsi ma belli tosti, forse io timoroso a dare gas e manca poco che finisca a terra, mi barcameno in qualche modo ed al forte, come mi aspettassero, trovo Claudio, Diego e Nicola.



Insieme ci facciamo subito inghiottire dalla mitica Galleria del Seguret, fortunatamente recentemente salvata dalle amministrazioni comunali locali dalla scellerata intenzione del genio militare di chiuderla per sempre facendola brillare. I suoi 900 metri bui come null’altro ogni volta fanno trattenere il fiato.



Col kappino sembra di cavalcare un giocattolo ed in men che non si dica raggiungo il forte più maestoso sulla vetta del monte Jafferau a 2800 metri. Il panorama che si scorge salendo con la moto sui resti della batteria è uno dei più belli dell’intera catena alpina.




La discesa è interrotta dalla visita al piccolo e ben conservato forte Föens, pranziamo nel primo pomeriggio a Bardonecchia, vista la chiusura del rifugio Belvedere. Nel pomeriggio la piacevole deviazione sterrata alla punta Colomion rende più divertente il rientro in albergo a Sauze d’Oulx.

Domenica mattina è stato un vero spettacolo, partiamo che in valle l’aria è frizzantina, e lo resta all’ombra degli alberi fino a circa 2000 metri dove ci fermiamo alla diga di Rochemolles a scaldarci le ossa al sole.



Siamo a fine stagione ed il rifugio Scarfiotti è già chiuso, non resta che passare oltre dandoci del gas e divertendoci derapando sulle curve. L’ultimo pezzo, anche se mi sembra meglio degli anni passati, è davvero tosto, pietra smossa unita a fondo davvero irregolare rendono la salita impegnativa, comunque divertentissima con la motoretta che si conferma più che a suo agio in queste situazioni, e nel mezzogiorno raggiungiamo i 3009 metri del colle del Sommeiller. Il ghiacciaio ormai è sparito ed a fine settembre il laghetto è ridotto a poco più di una pozzanghera, ma il panorama da lassù è tutto da godere e la soddisfazione di aver raggiunto in moto uno dei posti più alti appaga il cuore di noi, eterni ragazzini su due ruote.



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